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“… La guardava; un frammento dell'affresco appariva nel viso e nel corpo di lei, e da quel momento cercò sempre di ritrovarvelo, sia che le fosse accanto o semplicemente pensasse a lei…”     M. Proust

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VIOLA GESMUNDO

FELICIANA MORE 

 

IN-PERFETTI

Misfit Bodies

 

 

 

a cura di Alice Zatti

 

 

20/06/2026 - 24/07/2026

in-perfetti misfit bodies.jpeg

Swann Art Gallery presenta un incontro tra due artiste appartenenti alla stessa generazione ma provenienti da contesti geografici e culturali differenti: Viola Gesmundo, artista italiana attiva tra illustrazione, arte urbana e ricerca sul corpo, e Feliciana More, giovane pittrice statunitense originaria della Louisiana, oggi residente a Venezia. Attraverso linguaggi figurativi immediati e fortemente narrativi, le due artiste affrontano temi che attraversano la contemporaneità: il rapporto con il corpo, l’identità, gli stereotipi sociali, le disuguaglianze, la libertà di espressione e la possibilità di costruire forme di esistenza autentiche al di fuori delle convenzioni.

I microcosmi creati da Feliciana More sono popolati da personaggi bizzarri e stravaganti. Nonostante lo stile dell'artista possa apparire ingenuo, con richiami ai disegni infantili e sia influenzato dall'Art Brut, in particolare dal linguaggio di Dubuffet per l'uso dei colori vivaci e saturi e la distorsione delle figure e dei volti resi con linee marcate, l'opera offre una riflessione profonda sulla condizione umana.

Un chiaro esempio di ciò è rappresentato dal dipinto Big Brother, dove umani e animali convivono in una realtà distopica. Tutti i soggetti, ritratti in attività quotidiane, sono osservati da un grande occhio, una telecamera di sorveglianza che ne controlla e analizza ogni movimento, escludendo ogni possibilità di privacy e libertà personale: “Big brother is watching you” (G. Orwell, 1984). Se l'artista sembra suggerirci che la vita vada interpretata come un grande gioco, in cui ognuno di noi indossa una maschera e recita un ruolo (Playing together), al contempo non dimentica che la nostra società è segnata da problematiche che influenzano realmente il modo di vivere delle persone. Tra queste, possiamo evidenziare le disuguaglianze sociali e economiche (The King and the Queen) e il difficile rapporto con gli spazi urbani in cui ci troviamo a vivere. L'origine americana di Feliciana si riflette nella sua produzione e nella scelta di soggetti, dettagli e linguaggi che sono ispirati anche dal lavoro di Jean-Michel Basquiat. Proprio come Basquiat integrava alcune parole, considerate significative, nei suoi dipinti come parte del lavoro, Feliciana crea nelle sue opere una sorta di metanarrazione: le campiture delle sue figure sono caratterizzate da motivi decorativi a pois o a tratteggio oppure sono riempite da motivi figurativi stilizzati, graffiti e disegni che ci invitano a riflettere sull’opera stessa. 

Echi di una passione americana sono visibili anche nella produzione di Viola Gesmundo. In uno dei dipinti esposti in mostra (Biggie Small) infatti, è possibile ammirare il ritratto di Notorius B.i.g., noto cantante hip hop americano. Questo genere di musica è una passione giovanile dell'artista, che l'ha avvicinata al mondo della street art e dei murales. La scelta del soggetto fa trapelare un’attenzione e una sensibilità di Viola per il mondo dei reietti e degli ultimi, cantati anche nei brani di Notorius B.I.G. : “Yeah, this album is dedicate to all the teachers that told me I’ d never amount to nothin’, to all the people that lived above the buildings that I was hustlin’ in front of, called the police on me, make some money to feed my daughter” (Juicy).

Nelle opere Anywhere e Nudo, Viola esplora la relazione con il proprio corpo. In particolare, in Anywhere, la pelle della donna ritratta diventa una tela sulla quale dipingere, metafora dell'artista che utilizza ogni supporto pur di dare sfogo al proprio estro creativo, ma anche metafora della vita, concepita come un’opera d'arte di cui siamo gli unici artefici. In tutta la sua produzione, Viola pone al centro il tema della parità di genere, della lotta al patriarcato e agli stereotipi: “L'idea che ci siano oggetti belli e oggetti brutti, persone che sono dotate di bellezza e altre che non lo sono…Dichiaro che questa convenzione è insana” (J. Dubuffet). Distaccandosi dalla tradizione figurativa occidentale, nella quale il corpo femminile deve sottostare a rigidi canoni estetici, Viola promuove la filosofia dell'accettazione di sé e di un erotismo libero e anticonvenzionale: in Spaghetti caldi, ad esempio, si concentra sulla fascinazione per la sitofilia, una forma di feticismo sessuale in cui il cibo e il corpo interagiscono per generare eccitazione. 

Pur seguendo le loro diverse sensibilità, Feliciana More e Viola Gesmundo si fanno promotrici di un'idea fondamentale, ovvero che l'arte ha la responsabilità di veicolare specifici messaggi e ha la capacità di incarnare il pensiero: in un mondo complesso, gravato da retaggi culturali e sociali in cui domina la logica del pensiero unico, è possibile coltivare una sensibilità e uno stile di vita alternativi. Questo ci avvicina alla vera essenza del nostro essere unici e diversi, rendendoci orgogliosi di ciò che siamo. 

 

Alice Zatti, 14/06/2026